Il Cav ha scelto: D'Alema meglio di Walter

Veltroni sembra inadatto a guidare un partito così complesso, la sua leadership allo zucchero filato può andar bene quando si vince, ma alla più piccola sconfitta traballa perchè è ancorata sul niente: nessun radicamento territoriale, nessuna visione politica strutturata, una politica verso l'esterno puramente di immagine, e verso l'interno di combinazione di piccoli interessi personali/particolari per rimanere in sella. Berlusconi ha capito da un bel pezzo che Veltroni, al di la delle sue promesse di dialogo, fatte sicuramente in buona fede, deve fare i conti con chi gli sta facendo le scarpe all'interno del PD(con i prodiani in prima linea e Baffino che sta sulla sponda del fiume ad aspettare il suo cadavere), e l'altro giorno all'assemblea della Confesercenti non ha esitato ad attaccarlo frontalmente, denunciandone l'inadeguatezza come interlocutore, e implicitamente facendo un grosso favore a D'Alema, con cui si sa c'è sempre stato un rapporto amore-odio, ma che oggi appare agli occhi del Cav assai più affidabile anche perchè schierato senza se e senza ma contro l'ala guistizialista dell'opposizione.